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mercoledì 27 novembre 2013

San Ginesio...e vin brulè



Sullo sfondo l'azzurro dei monti Sibillini, sul colle il borgo di San Ginesio
nell'aria fredda di montagna che profuma di camini accesi
nella luce di novembre
tra stornelli, balli, caldarroste, vino cotto e vin brulè



















intorno al fuoco si parlava di quando sarebbe arrivata la neve, nella notte sarebbe scesa e tanta...ed è scesa...ed è arrivata fino al mare! e allora vin brulè per tutti!!


Vin brulè

Ingredienti
vino rosso
mele 
chiodi di garofano
stecca di cannella
zucchero di canna

Versare il vino in una pentola, aggiungere le fettine di mela e mettere a scaldare sul fuoco
Aggiungere chiodi di garofano e cannella. Aggiungere lo zucchero, mescolare per far sciogliere bene. Portare a bollore per almeno 10'. 
Servire fumante.


venerdì 11 ottobre 2013

Montalto di Cessapalombo...antichi sapori...il polentone al forno






"...E, a differenza degli altri, che consideravano un mistero
ciò che da sempre accadeva alla gente, in autunno, a Fairy
Oak, Flox aveva una teoria.
   Secondo lei, infatti, quell'irresistibile desiderio di creare,
fantasticare, sognare, giocare, progettare e...sì anche di
dormire, che assaliva la gente, e non solo, anche gli animali
e perfino certi oggetti del villaggio, era legato in qualche modo
al tripudio di magnifici colori che, in quella stagione, inondava
la Valle...
   Nel frattempo, la giovane strega s'aggirava estasiata tra i
miracoli della natura...
   Tra milioni di foglie, lei trovava la più bella, fra milioni di castagne, scovava la più lucida e perfetta...fra migliaia di mele bacate, pescava l'unica sana; scovava visi espressivi nelle
macchie del legno, arcobaleni sulle acqua immobili dei canneti
ragni argentei riflessi nelle gocce di rugiada, trovava mille motivi per estasiarsi osservando..."
Fairy Oak - Flox sorride in autunno di Elisabetta Gnone



nel parco nazionale dei monti sibillini 
l'incanto dell'autunno
l'odor di mosto, il ribollir dei tini
il profumo delle caldarroste
 vecchi forni, antiche ricette



per le vie si assaporano focacce appena sfornate
frittelle, dolci e vino cotto, orzo caldo...

fattorie, cantine, laboratori...ogni angolo del paese si racconta
per valorizzare e far riscoprire le tradizioni della civiltà contadina 
e dei prodotti tipici dell'alto maceratese
una bella mostra per fare 4 passi nel passato ricordando come vivevano i nostri nonni
visite guidate, passeggiate...
questo e molto altro a  
a Villa di Montalto frazione di Cessapalombo









tra  ricordi della nostra terra un piatto che riporta indietro nel tempo
quando in montagna dalla vecchia stufa a legna arrivava il delizioso profumo del 

Polentone al forno

è una ricetta buonissima, ci vorrà un pochino per prepararla ma una volta pronta si potrà scaldare e riscaldare e diventerà ogni giorno più buono!
preparare il polentone con farina di granoturco, acqua e sale
quando sarà freddo si taglierà con il filo e poi si condirà come una lasagna alternando strati di polentone, ragù e formaggio
si passerà in forno 




e mentre una vecchia stufa scalda e profuma la cucina
si passeggia pregustando deliziosi antichi sapori







giovedì 29 agosto 2013

Visso e la crostata di ricotta












viaggiare in paesi lontani, terre straniere, luoghi distanti km e km
e poi tornare e continuare a viaggiare in quei luoghi a due passi da casa, quei paesini che visitavo proprio in questi giorni di fine agosto quando al mare c'era troppo vento e così si partiva per provare a non pensare che l'inizio della scuola era vicino


e ripercorro quelle strade, che da piccola mi davano fastidio le curve e ci volevano ore ed ora per arrivare...e poi si arrivava e si passeggiava per Norcia, Cascia...
quelle strade che poi sono diventate la sosta di gusto dei viaggi in Toscana
quelle strade che un pomeriggio d'inverno, carichi di addobbi, lucine, candele, musica...anticipavano un fine anno di quelli che non dimentichi!
e ancora quelle strade per immergersi nel parco dei monti sibillini alla (ri)scoperta dell'incantevole borgo

Visso 
per passeggiare sul fiume 
perdersi per i suoi vicoli
assaporare le sue delizie
...
respirando la sua aria leggera che sa di buono


" I secoli circondano la piazza;
le camminano intorno
con il passo dei loggiati fruscianti
di penombre e di luci; fiorisce il cielo azzurro
sullo stelo del vento mattutino. Si colma
in un attimo di sole il silenzio ghiacciato
dei canali. Si partono le strade accompagnate
dal canto delle acque, verso i monti; trottano
loro accanto fino agli alti pascoli, ove
il campano degli armenti è un singhiozzare
lieto d'altri monti. Nella notte si specchiano 
le case nel chiaro volto della cattedrale:
trasfigurata è in luce dalla luna 
la sua pietrificata ansia di ascesa."
Tullio Consalvatico




lo scorrere del fiume accompagna i passi del viaggiatore
vicoli, case, botteghe
antiche ricette
il verde, l'aria e la quiete dei sibillini 
avvolgono il borgo che pian piano si addormenta cullato dalla luna 


nel tramonto si pensa ai prossimi passi
sui sentieri dei Monti Azzurri 






e per la sosta di gusto un dolce che
passando da Visso è difficile non gustare


Crostata di ricotta
dal quaderno delle ricette di mamma


300 gr farina - 100 gr burro - 300 gr ricotta
300 gr zucchero - 5 uova - limone - mandorle tritate
cioccolato a pezzetti - lievito per dolci - un pizzico
di sale

Mescolare 50 gr di burro con la ricotta, 
150 gr di zucchero 2 tuorli, le mandorle, il succo
di limone, dopo aver amalgamato bene il tutto, 
aggiungere il cioccolato.

Lavorare la farina con il burro, aggiungere 3 uova,
lo zucchero, 3 cucchiaini di lievito, buccia di limone
e un pizzico di sale.

Stendere 2/3 della pasta, sistemare in una tortiera
imburrata ed infarinata, distribuire la crema di ricotta
terminare decorando la restante pasta.

Cuocere in forno già caldo a 190°C per 30 minuti circa.
Sfornare, quando è quasi fredda togliere dallo stampo
conservare in frigo, servire fredda.




libri

.Le Marche viste e pensate

.Guida insolita ai misteri, ai segreti, 
alle leggende e alle curiosità delle Marche



nei dintorni di Visso

Ussita - Cristo delle Nevi - Monte Bove














Castelluccio di Norcia

Macereto









venerdì 19 aprile 2013

Lattacciolo



alcuni ingredienti per iniziare

    un giorno di primavera        
                             
     un libro            
                                                  uova fresche   
                             curiosità

per le dosi si fa ad occhio ;)


Sfogliando il libro
di terra, di mare e di sole
Marche in cucina
scopro un dolce dal nome curioso, lattacciolo
mai sentito prima, mai provato, mai visto
leggo che si prepara in tutto il periodo primaverile, non posso che prepararlo curiosa come sono di assaporare i piatti della tradizione
la curiosità non manca mai
la primavera c'è :)
in cucina, un cestino pieno di uova appena raccolte


con questa ricetta recupero tutte le uova che nelle precedenti ricette ho cercato di eliminare o sostituire, e si qua ci vogliono 2 uova intere e 6 tuorli!
e con gli albumi?! con gli albumi ci penso io! prepariamo un antico rimedio della nonna, la chiarata, per la mia distorsione alla caviglia :( e si perchè...
...la torta è pronta, gli albumi messi da parte...ci farò qualcosa domani...il sole mi aspetta, me ne vado in bici, io e il libro, arrivo al mio angolino fiorito, lascio la bici, vado verso la panchina ascoltando musica* ...che giornata bellissima, sento ancora il profumo della vaniglia, e sento il profumo dei fiori...con il viso verso il sole respiro la luce e...becco una buca :(
sveglia! si una svegliata nn mi farebbe poi tanto male :)
che poi a caldo sembra sempre che nn sia successo niente...non mi son fatta nulla...ma verso sera! dopo che la torta l'hai assaggiata, e ha il sapore dei viaggi ricordando i dolci spagnoli e portoghesi, quei deliziosi dolci preparati con crema profumata alla cannella, alla vaniglia...e hai deciso che la rifarai ma la prossima volta senza base, solo dolce, aromatica crema...qualcuno sa dirmi qualcosa in più su questo lattacciolo?
ah! poi sulla caviglia non ho messo gli albumi...ho trovato una cavigliera...domani omelette leggere...


 Lattacciolo

300 gr farina, 250 gr zucchero, 5 dl latte, 2 uova, 6 tuorli
1/2 limone non trattato, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere, noce
moscata, 1 bustina di vanillina
Per completare: zucchero a velo

Setacciare la farina in una ciotola con metà dello zucchero e unire l'acqua necessaria
a ottenere un composto sodo. Su un foglio di carta forno, con il mattarello stendere l'impasto in una sfoglia sottile, spolverando di farina se necessario, disporre in una tortiera circolare di 22 cm di diametro.
Versare le uova e i tuorli in una casseruola, unire lo zucchero rimasto, la scorza grattugiata del mezzo limone, la cannella, una grattata di noce moscata e la vanillina. Lavorare il tutto con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
Ponete la casseruola in un bagnomaria non troppo caldo, quindi versare a filo il latte freddo. Lasciare sul fuoco fino a ottenere una consistenza piuttosto densa. Versare il composto nella tortiera foderata di pasta e far cuocere in forno già caldo a 180°C per circa mezz'ora. Sfornare, far raffreddare, quindi servire il dolce spolverizzando di zucchero a velo

 



Il lattacciolo è un classico dolce contadino,
che si mangia al cucchiaio ( è morbido mancando, tra gli ingredienti, la farina).
Tipico della regione Marche, viene preparato specie in occasione della festivirà di San Biagio e in tutto il periodo primaverile.
E', però, anche gustato e gradito in altre regioni come l'Abruzzo e l'Umbria.
info e ricetta tratti da
di terra, di mare e di sole, Marche in cucina













* " Sognare di volare e avere sempre il bisogno, di nuove sensazioni per
cancellare un ricordo.
...
Distendersi su un prato e respirare la luce, confondersi in un fiore e ritrovarsi
a sentire, l'odore dell'estate, la fatica delle salite, per apprezzarle meglio,
quando saranno discese..."
Gioia - Modà

mercoledì 17 aprile 2013

Panzanella


oggi una ricetta semplice, sana, dal sapore antico
una di quelle ricette che mi piacciono tantissimo
quelle che raccontano la storia, la tradizione
quelle che le nonne preparavano con i pochi ingredienti che avevano a disposizione, creando sapori indimenticabili...
la Panzanella
" gli elementi che creano la panzanella
sono tuttora sacramentali...
Pane anche raffermo, e appena bagnato,
olio e sale...
Elementi essenziali di un dosaggio che la
povertà, un tempo, tramutava in rito..."

"... un fuori pasto...specie d'estate, quanno, passata la "cecàgna", o fatto "er pisolino, verso le quattro, le cinque te ripìja voja de magnà". E quasi una cosa fresca.
   Fette di pane casereccio, non appena sfornato, evidentemente, ma nemmeno, come vogliono tanti, fette di pane raffermo. A metà strada, magari.
   Rivedo ancora la mia nonna materna che, bagnate le fette, le premeva appena, qua e là,
con le dita, quasi a renderle maggiormente adatte ad accogliere il sale, le foglioline, l'olio bono. La panzanella è tutta qui. E Ada Boni testimonia che qualche volta era impiegata pure per la merenda dei bambini. Non ci poteva essere nulla di più sano e di più salutare..."
e sempre Ada Boni racconta : "...nella sua più semplice espressione è costituita da pezzi di pane bagnati un momento nell'acqua e spremuti, e condito poi con olio e aceto, un pochino di sale, e del prezzemolo o del basilico, o anche della persa o dell'erba pepe (satureja)..."
tratto dal libro
La cucina romana e del lazio
in 400 ricette tradizionali

   Una vera e proprio ricetta in versi è nel sonetto di Aldo Fabrizi

E che ce vo' pe' fa' la panzanella?
Nun è ch'er condimento sia un segreto,
oppure è stabbilito da un decreto,
però la qualità dev'esse quella.

In primise: acqua fresca de cannella,
in secondise: ojo d'uliveto,
e come terzo: quer di-vino aceto
che fà venì la febbre magnarella.

Pagnotta paesana un pò intostata,
cotta all'antica, co' la crosta scura,
bagnata fino a che nun s'è ammollata.

In più, per un boccone da signori,
abbasta rifinì la svojatura
co' basilico, pepe e pommidori.

La mia panzanella
Pane casereccio raffermo
olio buono
aceto
sale
pepe
maggiorana

Bagnare il pane, strizzarlo bene. A seconda dei gusti si potrà preparare la panzanella lasciando il pane a pezzi o riducendolo a pezzettini.
Il pane a pezzi si condirà con aceto, sale, pepe, olio, terminando con maggiorana.
Il pane a pezzettini si sistemerà in una insalatiera, si condirà con tutti gli ingredienti, si lascerà insaporire una mezz'ora coperto, prima di servire si aggiungerà un filo di olio e qualche fogliolina di maggiorana.


e la vostra panzanella com'è
quali sono le vostre ricette con il pane raffermo?


Libri
Il talismano della felicità
La cucina romana e del Lazio
di terra, di mare e di sole MARCHE in cucina

Musica
Mannarino

Film
Campo de' Fiori

martedì 9 aprile 2013

Carciofi alla giudia - Scarciofuli a l'abrèa




" Compra 6 scarciofuli grossi. Lèv'je le brance
più dure e spiùmeli. In te'na terina, lavora
3 cucchiari de pa' gratugiato cun 2 spiguli
d'ajo trinciati fini fini, erbete trinciate, sale,
pepe e tuto l'ojo che ce vòle pr'impastà ben
bè 'sta roba. Fìca 'l ripieno in mez'a le brance
e intel còre d'i scarciofuli e, fianco a fianco,
pògeli in te 'na cazzaròla da la parte
del zzampo. Slonga cun 3 bichieri de vì bianco
e 1 bichiere d'acqua, còpre la cazzaròla e fàli
còce 'n'ureta a fògo lento.
Po' fa' finì a còce a cazzaròla scuperchiata,
cuscì i scarciofuli se pòle rusulà e culurì.

Acquista 6 grossi carciofi. Togli le foglie esterne
più dure e spiumali. In una terrina, lavora 3 cucchiai
di pangrattato con 2 spicchi di aglio finemente tritato,
prezzemolo, anch'esso tritato, sale, pepe ed olio
quanto basta per amalgamare bene il composto.
Inserire la farcia tra le foglie ed al centro dei carciofi
e poggiarli dalla parte del gambo, uno accanto all'altro
in un tegame. Diluite con 3 bicchieri di vino ed 1 d'acqua
coprire il tegame e far cuocere a fuoco moderato per
circa 1 ora. Terminare poi la cottura a tegame scoperto,
in modo che i carciofi possano rosolare ed acquistare
colore."
tratto da Marche in cucina


una ricetta semplice
protagonisti i carciofi
ad esaltare il loro sapore
erbe aromatiche appena raccolte


                                 Maggiorana
                                Prezzemolo                        Finocchio selvatico


Carciofi alla giudia 
alla mia maniera

carciofi, prezzemolo, finocchio selvatico, maggiorana

1 spicchio di aglio, vino bianco secco, acqua

sale, pepe, olio, limone


Preparare i carciofi, togliendo le foglie esterne
e tagliandolo le estremità ( tenere da parte i
gambi, cuoceremo anche qst!)
Schiacciare leggermente i carciofi, passarli nel
limone e poi metterli in acqua e limone.
Tritare le erbe aromatiche.
Scolare i carciofi e inserire il condimento (erbette,
sale e pepe) nella parte centrale e tra le foglie.
salare leggermente il fondo del carciofo.
Sistemare i gambi e i carciofi in una pentola
poggiando i carciofi dalla parte del gambo,
uno accanto all'altro. Aggiungere vino, acqua e lo
spicchio di aglio i carciofi dovranno quasi essere
coperti dal liquido e far cuocere coperte per circa
1 ora. Terminare la cottura senza coperchio per far
rosolare.


Libri
Risorse e Cibo dalla Terra delle Armonie
Erbe buone per la salute
Rugni, speragne e crispigne
Marche in Tavola
Afrodite
Il campo di carciofi

Film
Cresceranno i carciofi a Mimongo
Genuino Clandestino

mercoledì 27 marzo 2013

Biscotti del pescatore

quando il blog non basta per fuggire dai pensieri
c'è solo il mare

i passi affondano nella sabbia per arrivare in riva al mare
seguo il volo dei gabbiani, il ritmo del mare, la forza del vento



sulla battigia mi ritrovo a giocare con le onde, mi ritrovo a sorridere con quell'onda che stava quasi per fregarmi...le mie scarpe sono salve :)


e dimentico tutto, anche il mio nome
e ricordo che la vita può essere meravigliosa se imparo a guardarla dal verso giusto...e allora dovrò trovare un paio di occhiali speciali...


senza occhiali, con la mia miopia, strizzo gli occhi e vedo il mare
il vento sembra sussurrarmi storie di marinai, di pescatori, di pirati
"...Una ciurma sguaiata intonava canzoni su casse da morto, e navi dal vessillo nero con il teschio depredavano vascelli nel Mar dei Caraibi. 
   Pirati...un ricco bottino e colossali bevute di rum "ammazzadiavoli": questo il suo nome nel linguaggio di corsari e marinai. L'acquavite di canna da zucchero riempiva i barili sul ponte della nave, per disinfettare l'acqua e le ferite, passava di mano in mano nel sottoponte, la sera prima di dormire, e la mattina era una vera sferzata di energia per l'equipaggio abbrutito dalle fatiche della traversata..." 
                                                                                                               tratto da Il piacere del rum


"...pe mare n'ce stanne tavèrne..."
e allora meglio avere la cambusa ben fornita e
un pò di biscotti nn dovrebbero mai mancare
dei biscotti che si conservano a lungo,
preparati con uvetta, pinoli, noci e...
... buon ron...
...per evocare storie di pirati e terre lontane...

Appleton Estate VX
è un giamaicano molto morbido, di lungo invecchiamento
che gli assicura corpo pieno, appena dolce, molto gradevole
Di caldo colore oro, è ricco di carattere...Profuma di frutta
con una punta di spezie esotiche: zenzero, noce moscata e
vaniglia.
Appleton Estate è tra le distillerie di Giamaica più conosciute
al mondo; usa alambicchi discontinui "small batch" o di piccola
infornata, che danno al rum un carattere particolare e
inconfondibile. Sulle sponde del Black River, nel Sud-ovest
dell'isola, Appleton è la più datata tra le piantagioni di canna da
zucchero.



Biscotti del pescatore

300 gr farina 00
80 gr olio di semi
80 gr zucchero di canna
100-150 gr uvetta
50-70 gr pinoli
10-15 gherigli di noci tritati grossolanamente
1 bustina di lievito in polvere per dolci
rum
latte q.b.

In una ciotola unire uvetta e rum, almeno 20 minuti.
Nel frattempo in una ciotola setacciare la farina, il lievito
aggiungere lo zucchero, l'olio, i pinolo, le noci, l'uvetta e il rum
amalgamare e aggiungere la quantità di latte necessaria per
ottenere un composto ben sostenuto.
Prelevare piccole porzioni di impasto e sistemarle, distanti
alcuni cm l'una dall'altra, in una lastra rivestita di carta forno.
Si otterranno circa 30-40 biscotti.
Cuocere in forno già caldo a 180°C per 15 minuti.
Sfornare e far raffreddare su griglia.


Libri
Il piacere del rum
Schiuma e cenere
Il vecchio e il mare
Una ballata del mare salato
Un vagabondo dei mari del sud
Il mondo alla fine del mondo
Il bar sotto il mare
Cronache del rum
Bar dei Caraibi - Reggae, rum e lacrime

Musica 
Vinicio Capossela - Marinai, profeti e balene

Film
Capitan Blood
Boulevard du rhum
Mare dentro
The Rum Diary

                                                   http://www.youtube.com/watch?v=4AKUEft8vFY



                                                    http://www.youtube.com/watch?v=ezzET78C3gw




Dove gustare un buon rum + cioccolato
Maga Cacao
Via Pola, 20
Civitanova Marche

Dove gustare un buon gin tonic + pesce

Le ricette di Piccantino
C.so Dalmazia, 32
Civitanova Marche

Circolino della vela
Via Molo Nord, 51
Civitanova Marche

Mood
Lungomare Piermanni, 14
Civitanova Marche