venerdì 19 aprile 2019

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" Giallo è calore e deserto, è il colore del sole. Tiepido e inaspettato in primavera quanto forte e diretto d'estate. Sono le stoppie bruciate dal meriggio e dagli uomini nelle isole del Mediterraneo e un girasole di Van Gogh. E' ocra e limone di Amalfi. Raggio di luce e spiraglio di speranza........."
Paolo Fresu - Poesie jazz per cuori curiosi 

venerdì 12 aprile 2019

Biscotti con farina di riso, miglio e uvetta




...ricami preziosi...
    petali di rosa......biscotti...
 un buon the....
  e sembra di averti qui


Biscotti con farina di riso, grano saraceno
miglio, uvetta e zucchero di canna 

Ingredienti per circa 25-30 biscotti
150 gr. farina di riso
20 gr. farina di grano saraceno
40 gr. miglio
40 gr. uvetta
rum acqua
80 gr. zucchero di canna
80 70 gr. burro
1 uovo  qualche cucchiaio di yogurt bianco
1 limone
un cucchiaino di lievito vanigliato
un pizzico di sale

Far rinvenire l'uvetta nell'acqua (rum). Strizzarla e tamponarla con carta assorbente.
Tostare il miglio in una padellina per 2 minuti e far raffreddare.
In una ciotola unire la farina di riso, quella di grano saraceno, il miglio freddo, 60 gr. di zucchero di canna e il burro freddo a dadini; con la punta delle lavorare gli ingredienti in modo da ottenere un composto sbriciolato. Aggiungere lo yogurt (l'uovo), la scorza grattugiata del limone, l'uvetta, un pizzico di sale e il lievito, lavorare bene. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla in frigo per 1 ora. Stendere la pasta a uno spessore di 5 mm, formare in biscotti, adagiarli su una placca con carta forno e cospargere con lo zucchero rimasto.
Cuocere in forno a 170°C per 15 minuti.

Ricetta tratta dalla rivista fiorfiore inCucina 





giovedì 4 aprile 2019

pane integrale ai semi.....con fragole, formaggio, basilico e semi di zucca



.... una ricetta che ho già fatto e rifatto, un pane profumato da abbinare a dolce e salato, è semplicissimo da fare, non è necessario neppure mettere le mani in pasta...
basterà un cucchiaio, uno stampo a cassetta e.....la ricetta, che ho un po' modificato, della rivista fiorfiore InCucina

Pane in cassetta ai semi....
200 gr di farina integrale
100 gr farina 0
50-70 gr semi vari (lino, sesamo, sesamo nero, semi di girasole...e fiocchi di avena)
300 gr acqua tiepida
1 cucchiaino di miele (di castagno)
8 gr. lievito di birra fresco
10 gr sale

per farcire
fragole
caprino/formaggio spalmabile o ancor meglio, come consiglia la  mia carissima Mary Poppins, ricotta quella buona di montagna
foglie di basilico fresco
semi di zucca

Sciogliere lievito in poca acqua tiepida insieme al miele.
Mescolare le farine, unire i semi ( tenendone 1-2 cucchiai da parte) e il sale, unire il lievito sciolto e la restante a acqua tiepida, mescolare con un cucchiaio  (aggiungere altra farina se la consistenza è troppo liquida).
Mettere nello stampo rivestito di carta forno o spennellato di olio, cospargere con i semi rimasti, coprire con pellicola e far lievitare in luogo tiepido per 2 ore.
Nebulizzare la superficie con acqua e infornare a 240° per 10 minuti. abbassare gradatamente la temperatura e cuocere per altri 40 minuti circa.
Sfornare e lasciare riposare coperto da un canovaccio.

In una terrina mescolare il caprino o altro formaggio con 1 cucchiaio di olio e pepe macinato fresco. Farcire le fette di pane con la crema, le fragole e il basilico spezzettato. Terminare con una spolverata di pepe bianco e semi di zucca.



giovedì 21 marzo 2019

Welcome spring




 "..... E in quell'attimo stesso venni mutato in donna.
Diventare donna non significa solo perdere gli attributi maschili e ricevere in cambio quelli femminili, è qualcosa di più sconvolgente. Vale a dire ricevere un cervello di donna.
E questo mi atterrì.
Meglio non conoscere a fondo i pensieri che possono agitare la mente di una donna. Un cervello affollatissimo: piccole esigenze quotidiane convivono accanto a grandi quesiti universali, un flusso continuo di cose da fare e altre da pensare. Tutto questo sempre in contemporanea, senza requie, senza riposo. Un inferno!......"
tratto da  Conversazione su Tiresia - Andrea Camilleri


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